Le politiche di decarbonizzazione

La foresta, i servizi ecosistemici e lo sviluppo

La montagna, ricca di servizi ecosistemici, è un contributo fondamentale allo sviluppo energetico, nonostante la sua abbondanza, l’economia classica non le attribuisce valore.

Questo paradigma deve essere superato, riconoscendo il valore delle risorse naturali, passando da un approccio di prelievo a uno di scambio, possiamo quindi immaginare un’economia sostenibile della montagna che incrementi l’occupazione e contrasti la denatalità e lo spopolamento, favorendo al tempo stesso la riforestazione e la conservazione della biodiversità.

Preservare le foreste è essenziale per proteggere l’equilibrio ecologico, mitigare il cambiamento climatico e garantire una migliore qualità della vita.​


Il Contesto e la Sfida

Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa. Lorem Ipsum è considerato il testo segnaposto standard sin dal sedicesimo secolo, quando un anonimo tipografo prese una cassetta di caratteri e li assemblò per preparare un testo campione. È sopravvissuto non solo a più di cinque secoli, ma anche al passaggio alla videoimpaginazione, pervenendoci sostanzialmente inalterato. Fu reso popolare, negli anni ’60, con la diffusione dei fogli di caratteri trasferibili “Letraset”, che contenevano passaggi del Lorem Ipsum, e più recentemente da software di impaginazione come Aldus PageMaker, che includeva versioni del Lorem Ipsum.


La Proposta

La Proposta deve essere vista come risposta strategica all’attuale situazione di carenza di materia prima, energetica, e di transizione che comprende coesione economica, occupazione, produttività, ricerca, sviluppo, innovazione e soprattutto di resilienza del territorio.

Gli obiettivi per la riqualificazione del bosco e lo sviluppo sostenibile includono il riavvio della filiera del legno, il miglioramento della qualità dei boschi, il supporto a filiere produttive ad alto valore aggiunto e la promozione dell’arboricoltura da legno e l’agro selvicoltura.

Il progetto è basato sulla creazione del primo modello di filiera del legno circolare partendo dalla coltivazione arborea fino alla produzione di legname e semilavorati per l’industria, integrando la filiera con il recupero e la valorizzazione degli scarti per la produzione di idrogeno verde e combustibile sintetico.

Il proposta nasce quindi come «progetto pilota» volto alla valorizzazione e alla riconversione del patrimonio boschivo dell’Appennino Parmense e Piacentino. Prevede di riconvertire un area di circa 70.000 ettari in foreste ad alto fusto per l’impiego in legno da opera.

Si articola in azioni indipendenti ma correlate.

Prevede il coinvolgimento di un vasto territorio che dovrebbe comprendere i seguenti comuni:
Bardi – Varsi – Bore – Varano de’ Melegari – Pellegrino Parmense – Bedonia – Compiano – Borgo Val di Taro – Farini – Ferriere – Morfasso – Bettola – Salsomaggiore Terme – Tornolo – Albareto – Berceto – Valmozzola