IL PROGETTO

La foresta, i servizi ecosistemici e lo sviluppo

La montagna, ricca di servizi ecosistemici, è un contributo fondamentale allo sviluppo energetico, nonostante la sua abbondanza, l’economia classica non le attribuisce valore.

Questo paradigma deve essere superato, riconoscendo il valore delle risorse naturali, passando da un approccio di prelievo a uno di scambio, possiamo quindi immaginare un’economia sostenibile della montagna che incrementi l’occupazione e contrasti la denatalità e lo spopolamento, favorendo al tempo stesso la riforestazione e la conservazione della biodiversità.

Preservare le foreste è essenziale per proteggere l’equilibrio ecologico, mitigare il cambiamento climatico e garantire una migliore qualità della vita.​


Il Contesto e la Sfida

L’inverno demografico riguarda tutta l’Italia. Dal 1977 sono più i decessi che le nascite.

La situazione nelle cosiddette aree interne, che poi sono , in larga misura, quelle appenniniche, è particolarmentee grave: denatalità e invecchiamento della popolazione comportano lo spopolamento.

Non sono sufficienti misure di contrasto: qualche finanziamento che giunge a questo o a quel comune; oppure fondi europei, come quelli del PNRR, pure se importanti, a fermare il declino ed avviare percorsi virtuosi in controtendenza.

Occorrono, viceversa, piano di sviluppo che partano dalle tante ricchezze della montagna, sinora non remunerate dal mercato.
Come i servizi ecosistemici e il grande patrimonio boschivo; anche come fonte di reddito di gran lunga superiore a quanto già si può ottenere oggi col taglio dei bochi per legna da ardere.

Ecco dunque che il progetto che presentiamo, partendo dalle molteplici criticità, vuole indicare un percorso nuovo, i cui benefici ricadranno su tutta la popolazione.
Un progetto che guarda avanti; soprattutto ai giovani e alle nuove generazioni.


La Proposta

La Proposta deve essere vista come risposta strategica all’attuale situazione di carenza di materia prima, energetica, e di transizione che comprende coesione economica, occupazione, produttività, ricerca, sviluppo, innovazione e soprattutto di resilienza del territorio.

Gli obiettivi per la riqualificazione del bosco e lo sviluppo sostenibile includono il riavvio della filiera del legno, il miglioramento della qualità dei boschi, il supporto a filiere produttive ad alto valore aggiunto e la promozione dell’arboricoltura da legno e l’agro selvicoltura.

Il progetto è basato sulla creazione del primo modello di filiera del legno circolare partendo dalla coltivazione arborea fino alla produzione di legname e semilavorati per l’industria, integrando la filiera con il recupero e la valorizzazione degli scarti per la produzione di idrogeno verde e combustibile sintetico.

Il proposta nasce quindi come «progetto pilota» volto alla valorizzazione e alla riconversione del patrimonio boschivo dell’Appennino Parmense e Piacentino. Prevede di riconvertire un area di circa 70.000 ettari in foreste ad alto fusto per l’impiego in legno da opera.

Si articola in azioni indipendenti ma correlate.

Prevede il coinvolgimento di un vasto territorio che dovrebbe comprendere i seguenti comuni:
Bardi – Varsi – Bore – Varano de’ Melegari – Pellegrino Parmense – Bedonia – Compiano – Borgo Val di Taro – Farini – Ferriere – Morfasso – Bettola – Salsomaggiore Terme – Tornolo – Albareto – Berceto – Valmozzola